Divertimento in giardino con il tappeto Elastico

Il Tappeto Elastico è un oggetto costruito con una forte tela di tessuto, montata su una solida struttura di ferro e delle molle che permettono a chi lo usa di saltare molto in alto.

Se disponete di un giardino e volete fare un regalo ai vostri bambini in modo che si divertano all’aria aperta potreste considerare l’acquisto di un Tappeto Elastico per vederli raggiungere il cielo.

Inoltre, chi può dirlo? Potrebbero anche diventare degli atleti specializzati nella disciplina, visto che il Tappeto Elastico è uno sport riconosciuto a livello olimpionico.

Il Tappeto Elastico può essere una buona attrattiva per famiglie se gestite un agriturismo, un bagno marittimo o altri luoghi con spazi aperti dove magari è possibile lasciare che i bambini si divertano in libertà.



Tappeti Elastici per bambini e adulti

Ci sono diverse tipi di Tappeto Elastico, il più raccomandato per i bambini è quello che dispone di una rete da montare intorno alla base, prima delle molle sulle quali poggia il tessuto, in modo che i piccoli siano al sicuro da cadute dannose e dal mettere i piedini sulle molle che potrebbero fargli male.

Se intendete acquistare un Tappeto Elastico solo per i vostri bambini, allora potete tranquillamente puntare su un oggetto di dimensioni ridotte, a meno che non abbiate un giardino molto grande e vogliate utilizzarlo voi stessi con tutta la famiglia. In quel caso dovrete comprare un prodotto di qualità superiore, visto che il peso di un adulto potrebbe rompere il telo o far saltare le molle.

Il Tappeto Elastico come attrezzo per il fitness

Per scopi atletici o di fitness per adulti, dovrete cercare un attrezzo consono a questo tipo di attività, facendo particolarmente attenzione al tipo di molle che vengono montate, dato che la risposta nel salto sarà migliore con molle più lunghe.

Il salto sui tappeti elastici porta benefici a livello muscolare, cardiologico e respiratorio, consente di tonificare il proprio corpo e allo stesso tempo divertirsi.

Può essere utile informarsi sulla manutenzione dell’oggetto, su come fare a tenere salde le molle o a cambiarle quando necessario, in modo da garantire la massima sicurezza per i bambini o gli adulti che lo utilizzeranno.

L’importante è sapere quali sono le proprie esigenze e cercare sempre un oggetto sicuro di una marca affidabile, dopotutto si tratta comunque di un attrezzo dove verrà fatto del movimento, quindi meglio evitare spiacevoli incidenti e puntare sulla sicurezza,magari facendosi consigliare da un addetto alle vendite in un negozio sportivo.

Giardini monumentali fai da te con il tagliasiepi

Chi di noi non ha mai sognato un giardino in stile francese-rinascimentale, con forme geometriche, labirinti di siepi, e muri vegetali?

Certo è che per quanto maestose siano state le loro creazioni, i grandi maestri giardinieri della storia quali Andrè Le Nôtre, Claude Mollet non hanno potuto giovare di una grande invenzione tecnologica che ha sicuramente rivoluzionato il modo di fare giardino: il tagliasiepi.

Ebbene si, cari amici dal pollice verde, la rivoluzione tecnologica è venuta in soccorso di tutti quelli che non potendo beneficiare dell’erede in persona di Andrè Le Nôtre, non disdegnano le opere di giardinaggio “fai da te” dando forma a creazioni più o meno fantasiose.

Infatti, è possibile reperire in commercio diversi modelli di elettroutensili in grado di accorciare, livellare, e dare la forme più svariate alle vostre siepi, o agli arbusti decorativi del vostro giardino.

Quale scegliere?

La scelta del tagliasiepi risulta molto personalizzata rispetto agli altri elettroutensili da giardinaggio in quanto è strettamente legata al risultato che si intende raggiungere, all’uso che si intende fare, sia esso professionale o amatoriale, ed al grado di precisione che si intende ottenere.

La scelta non può non passare attraverso un’analisi delle caratteristiche e delle prestazioni dei modelli esistenti in commercio.

Vediamo di conoscere meglio questo elettroutensile. Dal punto di vista strutturale, il tagliasiepi è dotato di una parte metallica definita spada o lama di variabile lunghezza in base al modello, e di una parte propulsiva alloggiata nella porzione impugnabile dell’utensile, che può essere a scoppio, elettrica o a batteria.

In base alle dimensioni del nostro giardino ed alle siepi che andremo a lavorare, la scelta potrà ricadere su un modello dalla spada corta che va dai 30 ai 50 cm o quello dalla spada lunga che va fino ai 75 cm: più alta sarà la nostra siepe, più lunga sarà necessaria la lama;

Tuttavia, bisogna prestare attenzione a scegliere modelli dalla spada lunga se la nostra intenzione è quella di farne un doppio uso anche per siepi corte, in quanto una lama lunga non è particolarmente adatta muri vegetali bassi, risultando al contrario imprecisa nel lavoro, pesante e di difficile maneggevolezza.

Altro elemento da non trascurare nella scelta del modello è il tipo di motore: i tagliasiepi dotati di motore a scoppio risultano indicati per i lavori più gravosi e per i giardini di dimensioni considerevoli.

Viceversa quelli elettrici e quelli a batteria, essendo gravati da barriere fisiche quali il cavo elettrico, o la limitata durata della batteria, risultano indicati per i giardini di piccole dimensioni e non molto impegnativi.

La sicurezza prima di tutto!

Infine, non bisogna trascurare la sicurezza d’utilizzo dei tagliasiepi. Scegliere i modelli dotati di griglia metallica di protezione della lama, rappresenta una garanzia contro eventuali urti accidentali, o nelle errate procedure di pulizia a seguito di incaglio di rametti o altro fogliame.

Addirittura, a tutela dei più incauti giardinieri amatoriali, alcuni modelli richiedono l’utilizzo di entrambe le mani per il funzionamento cosicché l’allontanamento di una di esse dalle posizioni di sicurezza prefissate, comporta l’immediato arresto del motore.

Com’è visto l’ambiente visto dall’uomo

…e la concezione che abbiamo di tutto ciò che ci circonda è variata tantissimo nel corso dei secoli, infatti, per millenni l’ambiente esterno per l’uomo ha rappresentato soprattutto la possibilità di reperire, più o meno facilmente, le risorse che necessitavano alla propria sopravvivenza.

Per lunghi secoli, tuttavia l’uomo non si vedeva come un essere superiore rispetto all’ambiente, bensì quasi come un essere ad esso subordinato, quasi come se la propria sopravvivenza dipendesse dalla “generosità” dell’ambiente, basti pensare agli egizi e al Nilo, erano ben coscienti di quanto fosse loro utile il fiume più lungo del mondo.. e lo rispettavano quasi come un essere vivente.

Platone diceva che il mediterraneo non è altro che uno stagno su cui si affacciano delle rane che hanno lo stesso destino, e quanta saggezza in parole di oltre venti secoli….

Le cose, nella mente e nella psicologia dell’uomo, sono cambiate con l’illuminismo e per tutto il secolo successivo.
Di per se l’illuminismo è stato un passo straordinario per l’umanità, ma con delle piccole conseguenze negative.

Difatti, in questo periodo, l’uomo si sentiva un essere superiore rispetto all’ambiente circostante, perdendo il sentimento di rispetto verso l’ambiente. La natura era da dominare, era da sfruttare secondo le proprie necessità e i propri desideri.

Di pari passo con il desiderio di realizzare opere straordinarie, si pensi alla fondazione di città in condizioni molto difficili, come San Pietroburgo, si insediava nell’uomo il senso di superiorità rispetto alla natura.

Atlantropa

Un solo grande esempio del disinteresse umano verso la natura, Atlantropa, il progetto, mai realizzato per fortuna, dell’architetto tedesco Sorgel all’inizio del XX secolo di abbassare di ben 200 metri il livello del mediterraneo, realizzando grandi centrali idroelettriche, sorprende, più che per la portata del progetto, per il totale disprezzo, o meglio, disinteresse dell’impatto che avrebbe avuto sull’ambiente naturale mondiale.

L’uomo moderno

Per fortuna, l’uomo si è reso conto che l’ecosistema è un qualcosa di cui esso stesso è parte integrante, e negli ultimi decenni, con tanta fatica, e contrastato da interessi economici, è cresciuto tantissimo l’interesse per l’ambiente e l’ecosistema.

Nel corso del XX secolo abbiamo visto potenziali catastrofi su larga scala, per fortuna scongiurate o limitate, si pensi al buco dell’ozono, ora in via di chiusura, scoperto nella seconda metà del secolo scorso, o si pensi alle desertificazioni, ai disboscamenti e al consumo di suolo….

Evoluzione demografica

Siamo 7 miliardi, fino a 100 anni fa c’erano 1 miliardo di esseri viventi, e molti di meno nei secoli precedenti… Il numero enorme di esseri umani presenti attualmente sul pianeta, destinato a crescere in modo esponenziale, ci ha fatto comprendere che non esiste futuro per l’uomo senza relazionarsi in modo intelligente con il nostro pianeta, con uso razionale di risorse sempre più preziose.

La chiave del problema è la presa di coscienza da parte dell’umanità intera dell’esigenza di creare un rapporto con l’ambiente di reciproco rispetto, quasi come i nostri antenati di remote epoche.

Perché avviene il dissesto idrogeologico

Spesso accendendo la tv ci troviamo a guardare immagini catastrofiche. Tante volte provocate dall’uomo ma tante altre volte consistono in vere e proprie manifestazioni della forza della natura.

Alla base di questi fenomeni vi è un complesso di fattori noti con l’espressione “dissesto idrogeologico”. Ma di cosa si tratta? Cosa sta alla base del dissesto idrogeologico? È possibile prevenire alcuni eventi?

Cosa s’intende con questo termine

Solitamente accanto ad immagini raccapriccianti sentiamo nominare queste parole il cui significato non viene spesso chiarito. Altre volte viene percepito un concetto sbagliato di questo termine.

In poche parole il dissesto idrogeologico è quel complesso di processi naturali o artificiali che esercitano un’azione erosiva e distruttiva del suolo e del sottosuolo, provocando come conseguenza danni a cose e persone.

Quali sono le cause?

Come già detto alla base del processo di erosione vi sono dei fattori naturali e artificiali. Prima di fare questa distinzione bisogna innanzitutto chiarire che tra i fattori naturali vi è sempre la componente umana anche se indirettamente. Generalmente per fattori naturali si intendono frane e alluvioni, causati spesso da condizioni climatiche avverse, dalla conformazione morfologica del suolo, dei bacini idrici, dalla vegetazione presente sul luogo.

Bisogna riflettere sui fattori naturali che di solito però sono la conseguenza dell’attività indiscriminata dell’uomo, basta pensare ai mutamenti del clima, alla deforestazione, alla cementificazione. Tra i fattori artificiali veri e propri, invece troviamo le opere strettamente legate all’uomo come le costruzioni, le opere idrauliche e l’alta urbanizzazione.

È possibile fare prevenzione?

Questa domanda è stata posta un’infinità di volte. La risposta è sì! È positiva nel senso che è possibile attuare un piano di prevenzione per limitare quando più possibile i danni derivanti da una calamità naturale o semplicemente da un evento atmosferico di particolare rilevanza.

Come? Ovviamente prevenire il dissesto idrogeologico è compito dei professionisti del settore che devono compiere una serie di operazioni per classificare innanzitutto il suolo e i fenomeni presenti su di esso. Per esempio monitorare una frana è possibile… come pure cercare di tamponare un evento disastroso di questo genere.

Anche sul fronte sismico è stata intrapresa una campagna di prevenzione, in particolare ricordiamo un sofisticato strumento capace di rilevare le onde primarie del sisma e da quelle poi calcolare il movimento ondulatorio, ciò da un vantaggio di pochi secondi che in alcuni casi possono fare la differenza tra la vita e la morte.

In conclusione…

Per concludere questa breve pagina informativa sull’argomento, è necessario riflettere sul comportamento dell’uomo nei confronti della natura. Attuare programmi di urbanizzazione e costruire infrastrutture senza tener conto delle caratteristiche del luogo e della forza della natura può essere molto pericoloso.

Cavalcare il progresso tecnologico ha i suoi benefici, ma è necessario che ciò avvenga in un modo compatibile con l’ambiente. Quindi applicare le norme di prevenzione e adeguarsi ad uno sviluppo sostenibile è fondamentale per non incorrere nelle ire di Madre Natura.